Luglio 2011
Nessuna voglia di vedere qualcosa.
Nessuna voglia di scrivere - scusa, tesi mia, abbandonata a se stessa.
Nessuna voglia di leggere - mi scusi, signor Fante, prometto che presto recupero (magari al mare, si spera).
Mi butto sul letto e chiudo gli occhi, anche se non ho sonno. Inizio a pensare, la mente viaggia e, senza sapere né come né perché, mi ritrovo catapultata in un sogno. No, non lo ricordo bene, nonostante mi sia svegliata da qualche minuto.
Ricordo la fine, però. Quella fine che ha iniziato a farmi piangere sin dal sogno e ha continuato a farmelo fare anche da sveglia. Una persona, fatta al 99% di acidità, una di quelle persone che pare non godersi la vita - e il fatto che io dica a qualcuno che non sa godersi la vita la dice lunga - mi ha detto una frase che mi ha fatto male. E l’ha detta con una cattiveria che non so proprio dove l’abbia presa, o forse sì. Ho già dimenticato quella frase, o quasi, però…però ha lasciato il segno nel peso che ho qui sullo stomaco e negli occhi umidi.
Intanto da fuori il ticchiettio della pioggia si mischia con il suo profumo sull’asfalto e con quello acre dell’ erba bruciata bagnata; entrambi fanno a gara per chi mi distrae di più dalle sensazioni del sogno. E ci riescono, direi.
J.D. Salinger/Il giovane Holden (via sayitsayitsayitnow)
Me lo stampo a caratteri cubitali.
(via ilgiornoinpiu)
Hai presente quando, mentre sogni, inizi a capire che stai per svegliarti e pensi “no, dai, ancora cinque minuti. voglio vedere come va a finire”? E invece poi ti svegli e ti rimane il rammarico di non aver visto la fine e, come nel sogno appena fatto, di non aver trovato spiegazione a silenzi reali.
Era brutto essere lì, su quella spiaggia, sapere che c’eri ma non riuscire a vederti, vederti per pochi brevi attimi e poi sparire subito dopo. E, infine, era brutto avere la sensazione che mi stessi ignorando.
a tre tipi di strategia quando veniamo attaccati: 1 mimetizzarci
2 fuggire
3 aggredire Siccome mimetizzarsi e fuggire ci fa sentire
codardi in seguito, è più facile reagire con
l’aggressione.
L’aggressione, a sua volta, è connessa con l’odio.
E’ per questo che l’odio è così facile.
E’ legato a un nostro bisogno primordiale.
L’amore, invece, non scaturisce da nessun bisogno
primordiale legato alla sopravvivenza.
E’ per questo che è più difficile.
E’ per questo che chi lo sa provare e vivere
sembra essere speciale.
E’ per questo che voi,
cuore pulsante di Campovolo, sembrate esserne dotati.
E su quel vostro strumento e sulla forza che sa
produrre,
potete contare.” —“Essere lì” - da Luciano (Diario di Bordo 23/07/2011) | Ligachannel
Mi metto davanti al microfono.
La luce rossa riverbera anche su di voi e vedo
quanti siete anche se non riesco a vedervi tutti.
Immagino.
Poi, però, sul ritornello, saltate tutti a tempo.
E, questa volta, la luce rossa e i vostri salti al
bpm di quella canzone mi fanno vedere
distintamente che cosa siete: un enorme cuore pulsante.
Sotto una luna piena.
Volete solo essere lì.” —“Essere lì” - da Luciano (Diario di Bordo 23/07/2011) | Ligachannel
Apro l’ombrello per riparami dagli abbracci che sono come il sole. Fatti per scaldare ma se non ti proteggi ustionano.
Ho bisogno di riprendere le forze e poi tornerò ad amare la pioggia e il sole.
Promesso.” —
(via monick)
Perché io e te quando siamo vicini lo sentiamo. I miei nervi ti avvertono quando sei a distanza respiro, ma anche un po’ più in là.
Ci siamo trovati in una situazione uguale, io a guardarti dal retrovisore e tu a guardarmi guardarti. È stato come una proiezione di sguardi, con occhiate che pareva rimbalzassero come una palla impazzita.
Questo, nel traffico.
Avrei voluto fermare il mondo, scendere giù dalla macchina e prenderti le mani per portarti lontano. Avrei voluto carezzarti quel sorriso che solo tu sai farmi, e pestarti i piedi sulla spiaggia mentre che il mare, e la tua voce che, ma non ho fatto niente.
Niente.
Sono stato fermo, vinto dal flusso delle cose nel loro squallido equilibrio, che più non ci comprende.
Ormai siamo come un fiume in due torrenti, e ognuno si lascia scorrere dentro la propria esistenza, urtando contro i massi della vita e sanguinando, pure; senza più la forza di ribellarsi.
Con le mediocrità della realtà, e la crudeltà della solitudine.
Perché io lo so, la tua vita senza di me è una vita impossibile.
È una vita di continui silenzi e di patti con il passato. Anche se luci e colori appartengono a un sole che è brillato, e i cui raggi si sono ormai franti sulle nostre mani quando si sono separate per sempre. Abbiamo permesso che i suoi raggi precipitassero giù, scivolando dalle dita come se fossero sabbia, rovinosamente rompendosi in mille scaglie brillanti, lasciandoci immediatamente dopo in un buio rabbrividente.
Avrei dovuto fermare il mondo, ieri.
Tirare le corde del tempo e congelare tutta quanta la vita attorno a noi, lasciando solo un frammento di possibilità fra la tua voglia di stringermi e la mia di mangiarti lentamente, al ritmo dei nostri respiri.
Nessuno si sarebbe accorto di niente, niente avrebbe potuto impedire il sogno che ci spettava.
Perché saremmo stati dentro un istante esteso, in un tempo dilatato all’infinito, sotto la luce fissa di un tetto irreale.
Ti avrei colorato l’anima con le dita, seguendo la curva della tua schiena così come allora, e i tuoi occhi li avrei legati ai miei in un’unica visione.
Invece ho svoltato a destra, inventandomi ancora una volta un pretesto, abbandonandoti alla tua strada. Che hai continuato a seguire, come se le ruote della tua macchina fossero rotaie su di un binario verso il vuoto.
Sei diventata un puntino grigio, e il sogno è svanito lasciandomi una voragine nel cuore.
È stato come perderti un’altra volta.” —[cose scritte]: NIENTE
(La cosa più bella, comunque, non è imbucare una lettera. Il momento più bello è quando, dopo aver passato ore a scrivere, poi chiudi la lettera nella busta, che in quell’istante ti sembra che, lì dentro, tra quelle pareti di carta, ci stai chiudendo un pezzo di…
Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse a cercare una donna da scopare. È il sesso a sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate.
Philip Roth
- Papà: Sabato ti sei persa Sissi in tv!
- Kika: uh. Digli di rifarlo. E qual era?
- P: il primo no? Quello dove si incontrano. Io e la mamma l'abbiamo visto
- K: Sì, certo. E di che colore è il vestito che lei indossa..
- P: ..alla festa dove si incontrano? celeste!
- K: allora l'hai visto sul serio!
- [credo di aver visto duecentocinquantamila volte i film su Sissi con RomI Schneider. E il 75% delle volte mio padre era lì che vedeva o faceva finta di..]
Danzare, - rispose - Continuare a danzare, finché c’è musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano.” —Haruki Murakami - Dance Dance Dance (via divara)
«Perché?» ho chiesto.
«Perché volevi una cosa e hai cercato di prendertela. Hai agito. Stupidamente, ma hai agito, e questo è l’importante. E spesso le persone si comportano in modo stupido quando c’è di mezzo l’amore. Io senz’altro l’ho fatto».” —David Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile (via clairefisher)
Forse la risposta è l’autodistruzione.” —Fight Club
Chuck Palahniuk (via la-strega)
Se ciò non avviene, allora non sei interessante per chi trova un tempo per tutti e mai uno per te, per chi rimanda, per chi ti fa attendere anni, come fossi una Mary Ellen (ex compagna del liceo che sta attendendo da otto anni che io la chiami per uscire. Nel frattempo si è sposata e ha avuto un figlio) qualsiasi. E non bisogna farne un dramma e nemmeno una colpa.
Sono scelte: a volte ti includono, altre no.
Godere delle scelte che ti includono” —Surprise « Arse’s life
La delusione provata è inversamente proporzionale alla voglia che ho di parlati. E il tempo è una variabile che non ha alcuna importanza in tutto ciò.
Non la si supera, la si rinsalda con tutte le sue varianti ormai accettate.
Così si è liberal ma anche conservatori.
È un nuovo modo di essere borghesi, più allargato, ma pur sempre fondato su riti civili e religiosi.
Tanto che pure il vecchio zio Saul, dichiaratosi gay a metà serie, insiste con il suo partner affinché si sposino, il tutto mentre confeziona pasticcini nuziali per la nipote. Questo finale zuccheroso, che sanciva la definitiva emersione di una neoborghese allargata idea di famiglia, è andato in onda in America l’8 maggio. Circa un mese dopo, New York diceva sì ai matrimoni gay” —Brothers & Sisters, specchio dell’America - europaquotidiano.it
Trovato qui. (tutto il post merita di essere letto)